Miss Beale si presenta alla II LI

Christy Beale è una studentessa inglese di 20 anni che si trova qui con noi al Sobrero grazie al progetto Erasmus Plus: soggiornerà per un anno a Casale Monferrato per approfondire lo studio della lingua e delle cultura italiana, offrendoci, nel contempo, un supporto linguistico in vista dell’esame IGCSE che dovremo affrontare al termine di quest’anno scolastico.

L’abbiamo intervistata per conoscerla meglio.

Che cosa ti ha spinto a partecipare al progetto di scambio culturale?

Devo ammettere che non è stata una decisione facile: in Inghilterra frequento la facoltà di lingue dove studio italiano e francese, il mio percorso di studi prevede la frequenza di un anno all’estero per ‘vivere la lingua in prima persona’. La scelta era ovviamente tra Francia e Italia, ma ho propeso per quest’ultima perché la lingua italiana mi ha sempre affascinato per la sua dolcezza e sonorità e perché sono molto interessata alla storia e alla cultura del Paese. Devo confessare che anche la cucina italiana ha influito sulla mia decisione…

Ora che sei a Casale da qualche tempo, che opinione hai degli italiani?

Sono gioviali, estroversi e disponibili: le persone che ho incontrato sono sempre state collaborative e comprensive, nonostante le mie difficoltà nel parlare la lingua. Gli stereotipi, tanto diffusi all’estero, che vedono gli italiani come invadenti e caotici sono solo delle generalizzazioni, che non hanno trovano riscontro nella mia realtà quotidiana a Casale. Talvolta, però, i ragazzi sanno essere davvero rumorosi…

Senti la mancanza dell’Inghilterra?

All’inizio pensavo che non mi sarebbe mancata, ma solo quando si vive lontano da casa si sperimenta veramente la nostalgia. Ti accorgi di sentire la mancanza del tuo paese quando fai fatica ad esprimere i concetti esattamente come vorresti fare nella tua lingua e in quel momento vorresti avere la tua famiglia e i tuoi amici accanto.

Com’è insegnare?

È sicuramente un’esperienza molto singolare, perché ho terminato da poco le scuole superiori, mentre ora mi trovo dall’altra parte della cattedra. Non nascondo che l’insegnamento sia anche molto impegnativo, perché il docente madrelingua spesso deve trattare discipline che non ha affrontato nel proprio percorso universitario e ripassare argomenti studiati molti anni prima…ma tutto questo è davvero stimolante!

Siamo molto contenti che tu sia con noi! Ma quali sono i tuoi progetti futuri?

Non ho ancora un’idea chiara di quello che sarà il mio futuro, ma sono letteralmente affascinata dall’ipotesi di intraprendere la  carriera giornalistica: vorrei svolgere un lavoro che mi permetta di viaggiare e di esplorare tutti gli angoli del mondo, di incontrare culture diverse, di conoscere storie e persone.

Ora vorremmo rivolgerti una domanda abbastanza compromettente: che cosa pensi del sistema scolastico italiano? Lo preferisci a quello britannico? Quali sono i pro e i contro?

È difficile paragonare i due sistemi d’istruzione perché sono significativamente differenti: a 16 anni gli studenti inglesi terminano la ‘middle school’ e sostengono l’esame GCSE, assolvendo, così, l’obbligo d’istruzione. Per chi desidera iscriversi all’università è necessario frequentare il College, ovvero un percorso biennale che costituisce lo step finale dell’istruzione secondaria e che si conclude con un esame definito A-level. Sebbene possa essere paragonabile al vostro Esame di Stato è molto differente: ogni studente sceglie autonomamente un numero di materie da preparare e per ciascuna di queste sostiene una prova d’esame a sé stante. La modalità di svolgimento della prova può variare anche significativamente tra una disciplina e un’altra. Gli studenti di solito si specializzano nelle materie fondamentali per il corso di laurea a cui aspirano accedere: due o più prove superate a questo livello costituiscono un titolo necessario per l’ammissione universitaria. In considerazione dell’esistenza del numero chiuso presso le università inglesi a nessuno è concesso il diritto automatico d’iscrizione.

Per sua natura il percorso inglese è più flessibile e dinamico di quello italiano: ogni studente ha la libertà di focalizzarsi sulle materie che predilige e che verosimilmente diventeranno parte integrante della sua vita professionale. Nel mio caso, però, la libertà di personalizzazione del curriculum ha fatto sì che trascurassi la matematica e ora mi rendo conto di questa mia piccola mancanza. Il sistema italiano, invece, ha il pregio di assicurare una formazione più completa e variegata, richiedendo, però, indistintamente agli studenti una grande mole di lavoro.

Entrambi i sistemi sono efficaci, ma per ragioni differenti: il vostro eccelle per la solidità della preparazione fornita, il nostro per la possibilità di specializzare e ‘ritagliare su misura’ la propria esperienza scolastica.